Il Presepio di Federico Brandani Stupore e tenerezza

Durante le festività natalizie è d'obbligo in Urbino una visita al Presepio di Federico Brandani. L'opera, realizzata in stucco intorno al 1560 con statue di grandezza naturale, è l'unica nel suo genere e riempie l'intera parete della cappella annessa alla Chiesa della Confraternita di S. Giuseppe.
Il visitatore che si presenta all'ingresso, viene a trovarsi immediatamente di fronte alla scena del Presepio e prova soggezione ad avvicinarsi, e nello stesso tempo curiosità di vedere da vicino. E' il senso della sacralità della scena che blocca il visitatore quasi nello stesso atteggiamento di stupore che si legge nelle posizioni dei personaggi e anche del bue e dell'asinelio di fronte alla nascita del Redentore.
E' il grande realismo della scena, il movimento che c'è nell'insieme, che spinge ad avvicinarsi e a fare sentire il visitatore partecipe di quell'evento che si sta compiendo. Da vicino l'attenzione si porta alla Madonna, alla sua commossa adorazione, all'assorta e pensosa espressione di S. Giuseppe e soprattutto al Bambino e si prova un senso di tenerezza nel vederlo in una posa così naturale col ditino in bocca e disteso sopra il freddo giaciglio di pietra. Il visitatore trova difficoltà a staccarsi da questo capolavoro del manierismo scultoreo marchigiano, al quale il lustro del tempo ha conferito una patina di solida lucentezza. Ma nel complesso monumentale ci sono da vedere altri capolavori. Sopra la porta della cappella trova collocazione un finissimo bassorilievo di Madonna col Bambino eseguito da D. Rosselli. La chiesa presenta altre opere d'arte: dalla statua in marmo di S. Giuseppe, opera di G. Lironi, alle grandi tele di C. Roncalli, che rappresentano la nascita del Redentore, lo Sposalizio, la Fuga in Egitto, il Transito. Da ammirare anche il lampadario settecentesco e l'antico organo. Pure la sacrestia merita una visita per ammirare i mobili che custodiscono gli arredi sacri.
La sede della Confraternita di S. Giuseppe risale al 1515; alla sua costruzione hanno contribuito in maniera determinante le offerte elargite dal duca Guidubaldo e dalla consorte Elisabetta Gonzaga. Fra i confratelli più illustri figurano Papa Clemente XI, Giacomo II re d'Inghilterra, Francesco Maria I della Rovere e artisti come il Viti, il Comandino, il Cialdieri.
Natale 1996